Ritorna il nostro atteso appuntamento con OLIONELLO, il bell’ulivo al centro dell’incrocio di Matinella. Di solito, da classico esponente del mondo vegetale, è costretto spesso a stare in silenzio. Ma se gli viene offerta l’opportunità di parlare…
Rieccoci qui, caro principe Olionello.
Salve a te. Sono sempre contento di vederti. Soprattutto perché noi piante abbiamo sempre poche possibilità per esprimerci, ed anche quando lo facciamo, spesso rimaniamo inascoltate.
Hai ragione, ma il fatto che io sia qui, ad ascoltare e trascrivere le tue considerazioni, è già un bel passo avanti.
Sai, io sono qui e non posso muovermi dal posto in cui sono stato piantato. Non posso fare altro che aspettare che le persone vengano a cercarmi.
Stavolta vorrei parlarti proprio di questa differenza sostanziale tra voi umani e noi piante. Voi potete muovervi liberamente, andando in qualsiasi posto. Noi, invece, siamo costrette a starcene qui, immobili. Forse sarà per questo motivo che abbiamo più tempo per riflettere, cercando di capire il mondo che ci circonda.
Cioè? Noi umani non riflettiamo su quanto facciamo?
Non volevo dire questo, ma a volte devo ammettere che proprio non vi capisco.
Per spostarvi da un posto all’altro avete inventato tanti mezzi di trasporto. Eppure sembra che fate di tutto per rendere tali mezzi inutilizzabili.
Che vuoi dire? Non capisco.
Voglio dire che le strutture presenti nella nostra zona sono assolutamente inadeguate per un posto che si professa, a ragione, ad alta vocazione turistica.
Arrivare qui in auto è una soluzione pressoché impraticabile. Da decenni ormai la Salerno-ReggioCalabria versa in uno stato di lavori in corso perenni, che dubito avranno mai una fine.
Da poco è stato ultimato un aeroporto, ma non “decollerà” mai se non ci sono indicazioni stradali per trovarlo o mezzi pubblici per collegarlo col resto della provincia. A proposito: anch’io penso che sia un’ottima idea intitolarlo ad Umberto Nobile.
Prendere il treno, soprattutto nei giorni di grande esodo, è un’impresa che farebbe invidia alle dodici fatiche d’Ercole. Se Cristo si è fermato ad Eboli, sicuramente non c’è arrivato in treno, altrimenti si sarebbe fermato molto prima!
Le stazioni di Eboli e Capaccio versano in uno stato di quasi-abbandono. Entrambe mancano di biglietteria, di fatto nei giorni festivi si è costretti a viaggiare sprovvisti di biglietto. A Capaccio per riuscire ad avere un biglietto extra-regionale (per tratti non coperti dall’UnicoCampania) bisogna recarsi in un’agenzia di viaggi lontana quasi un chilometro dalla stazione.
Ad Eboli i binari sono ricoperti dalle erbacce, tenute a bada solo dal passaggio dei treni. Non c’è un tabellone indicante eventuali ritardi: i viaggiatori sono costretti ad aspettare e sperare religiosamente l’arrivo del treno senza avere la benché minima informazione a riguardo.
Capaccio credo (e spero) sia l’unica stazione d’Italia a cui si accede da un sottopassaggio, tramite un cunicolo scomodo, non illuminato ed inaccessibile per chiunque abbia almeno una valigia al seguito.
Battipaglia dovrebbe essere una stazione più importante e da mesi è interessata da lavori di ristrutturazione. Intanto i viaggiatori sono completamente abbandonati a loro stessi. La biglietteria è stata spostata quasi fuori dalla stazione ed anche qui non ci sono informazioni sui treni.
Insomma partire e, soprattutto, arrivare a destinazione è un’impresa titanica.
Sai cosa penso? Beate noi piante, che ce ne stiamo qui.
Immobili. Come chi vi amministra.