Questa che presentiamo è la terza intervista al nostro bell’ulivo Olionello.
Ringraziamo vivamente il signor Alberto Vernieri per averci raccontato questa storia attraverso i suoi scritti, una fonte inesauribile di aneddoti e storie legate al nostro territorio.
Salve Olionello, Principe di Matinella!
Benritrovato a te, comincia a piacermi il fatto che le nostre chiacchierate siano diventate ormai una piacevole abitudine.
Come stai? L’inverno sta per finire, credo ti faccia piacere.
In effetti tra poco sarà primavera e per noi piante sarò un periodo di festa. Il 21 marzo è paragonabile al vostro capodanno. Solo che non siamo tanto stupidi da sparare mortaretti rischiando di incendiarci…
Mi inchino alla tua saggezza.
Saggezza collettiva. Ricordi? Il mese scorso ti ho parlato della memoria collettiva del mondo vegetale. Naturalmente anche per le altre qualità vale lo stesso discorso, compresa la saggezza.
A proposito di ricordi… Avevi promesso di raccontarmi qualche aneddoto legato alla nostra terra. Che ne dici di mantenere la tua promessa?
Mi aspettavo questa domanda. Infatti mi trovi anche preparato.
Fantastico. Cosa vuoi raccontare ai nostri lettori?
Vorrei cominciare col parlare di un personaggio vissuto a Matinella e che meriterebbe di essere ricordato. Si chiamava Pasquale Cerullo.
Viveva in una baracca di legno a ridosso della chiesa, quattro metri quadri di superficie rappresentavano la stanza da letto e la cucina. Era riuscito a ricavarne anche un angolo per la forgia per riscaldare il saldatore da stagnino e prima che il fuoco si spegnesse ci cucinava pure la pasta. La stamberga non era neanche di sua proprietà. L’impresa che aveva scavato il canale d’irrigazione, a fine lavoro, gliela lasciò in usucapione a patto che alla sua dipartita, le restanti tavolette sarebbero passate di proprietà a “zi Vicienzu lu ‘gilataru”.
Come attività collaborava con “zi Tore lu sacristanu” e circa a mezzogiorno suonava la campana. Ripeto circa perché la grossa patacca che portava nel taschino serviva solo per ornamento.
Era analfabeta. Però l’ora canonica la impalmava lo stesso e, fingendo di controllarla, osservava, sulla collina dirimpetto, se i raggi del sole erano diritti all’olmo di Costantino. L’imprecisione non era attribuibile a lui bensì all’asse terrestre che durante l’anno si coricava una volta a destra e una a sinistra.
Il povero cristo era anche storpio e più che camminare si trascinava con l’aiuto di una mazza fungente da bastone. Era nato così. Si vantava anche di essere fornito di un terzo piede lungo sette fiammiferi e mezzo, ripeto mezzo, perché ci teneva alla misura.
Lo portava legato alla gamba storpia quasi a fargli da palo di sostegno.
Durante la seconda guerra mondiale, una mattina sembrava che Pasquale avesse riacquistato l’uso perfetto delle gambe, tanto scappava.
All’uscita dalla stamberga incontrò un soldato nero come i carboni e, non avendone mai visto uno, lo personificò col diavolo. La sua convinzione era che il berretto servisse a coprire le corna e gli scarponi a coprire i piedi di caprone.
Pari corsa nel senso contrario fece il povero nero alla vista di Pasquale, perché ebbe a credere di essere al cospetto di un mostro uscito da chissà quale sortilegio.
Che storia strana, sembra quasi inverosimile…
Allora l’informazione non viaggiava in tempo reale come oggi e poi quasi tutti erano analfabeti.
I giornali erano letti da pochi abitanti di città alfabetizzati. Della radio si diceva fosse una scatola con dentro degli omini che facevano dei racconti e poi era roba da possidenti cittadini perché le contrade rurali non avevano l’energia elettrica per farla funzionare.
Le uniche informazioni, disinformazioni, erano fornite dai “ricituru ri cunti” che avevano per argomento sempre fantasmi e spiriti dispettosi che mantenevano buoni i bambini e lontani gli sciocchi da luoghi ritenuti satanici dove i furbi incontravano le loro amanti.
Beh, decisamente erano proprio altri tempi!
Grazie per questa storia. Preparati per la prossima!
Contaci. Torna a trovarmi quando vuoi. Io sono sempre qui… Ormai ho messo radici!!!
Jab