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Olionello 08 – Albanella: cercasi nuovo sindaco

Questa settimana OLIONELLO, l’ulivo al centro dell’incrocio di
Matinella, ci descrive la sua opinione sugli ultimi avvenimenti politici di
Albanella.

 

Ciao Olionello. Sentito le ultime novità?

Salve a te. Scommetto che la tua domanda si riferisce alla
situazione politica del comune di Albanella. Naturalmente ho sentito la notizia
dello scioglimento dell’attuale amministrazione comunale, ma sinceramente non
me l’aspettavo e mi ha colto di sorpresa. Mancava così poco alle prossime
elezioni, ma tant’è, orami sembra che il dado sia tratto.

Sembra proprio uno
sorta di sfregio al Sindaco uscente, non trovi?

Decisamente si. Lo definirei un
colpo sotto la cintura. I prossimi sei mesi sarebbero stati utilizzati
dall’amministrazione uscente per stendere un po’ di catrame lungo le strade del
paese, piantare qualche fiore nelle piazze, avviare la costruzione di qualche
marciapiede. Il tutto per dare l’impressione di aver operato bene per questo
comune e di voler continuare a farlo. Un’abitudine, questa dell’”allisciata
all’ultimo momento”, vecchia a morire, ma ormai saldamente radicata nelle
nostre terre. Ma non c’è stato nemmeno il tempo di avviare gli ultimi colpi di
coda.

Dai l’impressione di essere molto critico nei confronti dell’ormai ex
amministrazione.

Mi permetto di esserlo perché
personalmente mi sento un po’ figlio di chi ci ha governato negli ultimi anni.
Sono stato piantato qui a Matinella grazie al volere degli amministratori e non
lo dimentico. Ma da buon figlio, se necessario, posso riconoscere gli errori e
le mancanze del padre, forse potrei addirittura giustificarle, ma non lo farò.

Potrei addurre come scusa la poca
esperienza di molti componenti della Giunta, ma ho l’impressione che gli ultimi
anni siano stati colmi di occasioni mancate, di promesse non mantenute, di
opportunità buttate al vento.

Non noti cambiamenti negli ultimi anni?

Albanella è rimasta
sostanzialmente la stessa di cinque anni fa. Probabilmente non è peggiorata, ma
di certo non è migliorata. Il paese continua a ristagnare nella sua apatia e
piattezza, eccezion fatta per alcune interessanti iniziative culturali, frutto
di poche menti illuminate. La pianura, invece, continua il suo sviluppo
selvaggio e confuso, senza regole, dove tutti pensano di poter piegare le
basilari leggi urbanistiche ed ambientaliste ai propri scopi.

L’amministrazione uscente avrebbe
potuto fare tante cose, le premesse c’erano tutte ed anche le capacità. Questo
è ciò che delude maggiormente, come un bambino intelligente ma svogliato,
sveglio ma pigro.

Ormai è inutile piangere sul latte versato.

Giusto. Speriamo che i prossimi
amministratori imparino dagli errori del passato. Speriamo che i prossimi
candidati a Sindaco recepiscano i reali bisogni della popolazione. Per bisogni
non intendo di certo un finto tempio greco (che ha fatto ridere perfino Umberto
Eco), né un mega-concerto flop accanto alle pale eoliche. Mi fermo qui,
altrimenti potrei sembrare troppo cattivo e non voglio.

Nei prossimi mesi mi occuperò
spesso di politica e starò ben attento a cosa mi gira intorno.

Dalla mia postazione privilegiata
posso controllare tutto, qui a Matinella e, tramite i miei fratelli alberi
d’ulivo, anche tutto ciò che accade nel resto del comune.

Invito tutti i cittadini di
Albanella ad utilizzare questi mesi in maniera fattiva e propositiva. Chi ha
delle buone idee, le esponga e le proponga.

C’è bisogno di nuove menti. Ce ne
sono tante, si facciano avanti, è giunto il momento.

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Olionello 05 – I mezzi di trasporto

Ritorna il nostro atteso appuntamento con OLIONELLO, il bell’ulivo al centro dell’incrocio di Matinella. Di solito, da classico esponente del mondo vegetale, è costretto spesso a stare in silenzio. Ma se gli viene offerta l’opportunità di parlare…

 

 

Rieccoci qui, caro principe Olionello.

Salve a te. Sono sempre contento di vederti. Soprattutto perché noi piante abbiamo sempre poche possibilità per esprimerci, ed anche quando lo facciamo, spesso rimaniamo inascoltate.

Hai ragione, ma il fatto che io sia qui, ad ascoltare e trascrivere le tue considerazioni, è già un bel passo avanti.

Sai, io sono qui e non posso muovermi dal posto in cui sono stato piantato. Non posso fare altro che aspettare che le persone vengano a cercarmi.

Stavolta vorrei parlarti proprio di questa differenza sostanziale tra voi umani e noi piante. Voi potete muovervi liberamente, andando in qualsiasi posto. Noi, invece, siamo costrette a starcene qui, immobili. Forse sarà per questo motivo che abbiamo più tempo per riflettere, cercando di capire il mondo che ci circonda.

Cioè? Noi umani non riflettiamo su quanto facciamo?

Non volevo dire questo, ma a volte devo ammettere che proprio non vi capisco.

Per spostarvi da un posto all’altro avete inventato tanti mezzi di trasporto. Eppure sembra che fate di tutto per rendere tali mezzi inutilizzabili.

Che vuoi dire? Non capisco.

Voglio dire che le strutture presenti nella nostra zona sono assolutamente inadeguate per un posto che si professa, a ragione, ad alta vocazione turistica.

Arrivare qui in auto è una soluzione pressoché impraticabile. Da decenni ormai la Salerno-ReggioCalabria versa in uno stato di lavori in corso perenni, che dubito avranno mai una fine.

Da poco è stato ultimato un aeroporto, ma non “decollerà” mai se non ci sono indicazioni stradali per trovarlo o mezzi pubblici per collegarlo col resto della provincia. A proposito: anch’io penso che sia un’ottima idea intitolarlo ad Umberto Nobile.

Prendere il treno, soprattutto nei giorni di grande esodo, è un’impresa che farebbe invidia alle dodici fatiche d’Ercole. Se Cristo si è fermato ad Eboli, sicuramente non c’è arrivato in treno, altrimenti si sarebbe fermato molto prima!

Le stazioni di Eboli e Capaccio versano in uno stato di quasi-abbandono. Entrambe mancano di biglietteria, di fatto nei giorni festivi si è costretti a viaggiare sprovvisti di biglietto. A Capaccio per riuscire ad avere un biglietto extra-regionale (per tratti non coperti dall’UnicoCampania) bisogna recarsi in un’agenzia di viaggi lontana quasi un chilometro dalla stazione.

Ad Eboli i binari sono ricoperti dalle erbacce, tenute a bada solo dal passaggio dei treni. Non c’è un tabellone indicante eventuali ritardi: i viaggiatori sono costretti ad aspettare e sperare religiosamente l’arrivo del treno senza avere la benché minima informazione a riguardo.

Capaccio credo (e spero) sia l’unica stazione d’Italia a cui si accede da un sottopassaggio, tramite un cunicolo scomodo, non illuminato ed inaccessibile per chiunque abbia almeno una valigia al seguito.

Battipaglia dovrebbe essere una stazione più importante e da mesi è interessata da lavori di ristrutturazione. Intanto i viaggiatori sono completamente abbandonati a loro stessi. La biglietteria è stata spostata quasi fuori dalla stazione ed anche qui non ci sono informazioni sui treni.

Insomma partire e, soprattutto, arrivare a destinazione è un’impresa titanica.

Sai cosa penso? Beate noi piante, che ce ne stiamo qui.

Immobili. Come chi vi amministra.

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Olionello 4 – La foresta di Altavilla

Olionello è tornato!!!

Da questa settimana sulle pagine del settimanale UNICO (5000 copie in giro per la provincia a sud di Salerno).

 

Dopo molta attesa siamo finalmente giunti ad un nuovo appuntamento con OLIONELLO, l’ulivo al centro dell’incrocio di Matinella. Come sempre, è stato molto disponibile, concedendoci un’intervista frizzante e divertente, che rispecchia perfettamente il suo carattere vivo e gioioso, ma anche vigile ed attento a ciò che accade intorno a lui.

 

Salve carissimo Olionello, come va?

Benone! Sono felice di rivederti dopo così tanto tempo. Avevo paura ti fossi dimenticato di me.

Non potrei mai. Anzi, spesso ti seguo via internet sul sito www.matinella.it del mio amico Gerardo Picilli. C’è una webcam puntata 24 ore al giorno su di te!

Ne ho sentito parlare. So anche che ha messo una mia bella foto sua home page, ma senza citare il mio nome. Ti confesso che questo mi ha un po’ indispettito. Ma lo perdono. In fondo siamo vicini di casa.

Sei diventato una celebrità anche sul web ormai.

Vero. Ma pochi conoscono il mio nome. Vorrei tanto che fosse scritto qui, sulla lapide ai mie piedi. Ricordi? L’abbiamo richiesto insieme, ma nessuno ci ha ascoltato.

Certo che ricordo. Avevamo chiesto di scrivere “Principe Olionello”. Scrivendolo di nuovo forse potrà servire.

Ti confesso che ci credo poco. Ultimamente sembra che la voce di noi piante abbia un volume talmente basso. O forse sono le orecchie a non voler sentire?

Non capisco. Ti riferisci a qualcosa in particolare?

Ebbene si. Ci sono delle mie compagne piante che stanno soffrendo inascoltate da tanti anni. Si tratta di un boschetto d’elci proprio qui vicino, ad Altavilla Silentina. Da tutti è conosciuto come “La Foresta”.

Da anni ormai versa in uno stato di totale abbandono e noncuranza. Eppure solo pochi anni fa i bambini potevano andare a giocare tra i sentieri, si potevano fare dei picnic nell’area attrezzata, addirittura si tenevano degli spettacoli nell’anfiteatro naturale!

Ora è tutto dimenticato, perso nell’oblio. Troppi anni di vandalismi hanno ridotto quello che era un paradiso in un luogo inaccessibile e pericoloso.

Possibile che non sia stato fatto nulla in questi anni?

Solo pochi episodi sparuti e frutto della buona volontà di qualche cittadino volenteroso o di qualche associazione.

A novembre 2007 dalla regione Campania è stata bandita una gara per la riqualificazione della Foresta con un importo complessivo a base d’asta di 1.191.910,79 euro al netto dell’IVA. A distanza di quasi un anno, questi lavori non sono mai iniziati! Perché? Quando inizieranno i lavori? Che fine hanno fatto questi soldi?

Non disperare. Sono sicuro che i cittadini altavillesi chiederanno conto a chi di dovere.

Ne sono sicuro e spero lo facciano al più presto.

Gli altavillesi sono molto legati alla Foresta. Quel luogo è stato testimone del miracolo di Sant’Antonio! È dal 1799 che gli altavillesi celebrano e tramandano quest’episodio, avvenuto proprio tra quelle piante oggi lasciate all’incuria ed alla ferocia del tempo.

la Foresta ispirò a Padre Guglielmo di Agresti una delle sue tante bellissime poesie: “O mia amata, mia modesta “Foresta””. Ora modesta lo è davvero, fin troppo.

Qualcuno aveva chiesto di intitolare il teatro proprio a Di Agresti. Per quanto ne so, non è giunta nessuna risposta in merito, quindi mi unisco all’appello e vorrei sostenere l’iniziativa, sempre che il giudizio di un ulivo conti qualcosa…

 

L’intervista fantastica che avete appena letto compare per la prima volta sulle pagine di questo giornale. L’idea originale è nata nel novembre 2006 sulle pagine del giornale “I Quattro Venti”. Per chiunque fosse interessato a saperne di più ed a leggere le precedenti 3 interviste, segnaliamo il sito: http://jabmc.spaces.msn.com.

 

Le prime 3 interviste:

 

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Tasse? What’s Tasse?

Salve a tutti.
Questa è la prima volta che mi capita di copiare interamente un post da qualche altro blog, ma sembra che sia stato scritto da me, tanto rispecchia le mie idee.
Ringrazio Naima per aver tradotto in parole i suoi ed i miei pensieri.
Godetevelo e riflettete, almeno stavolta…

Io sono assolutamente scandalizzata (ma forse non dovrei in Paese in cui il capo del governo cavalca il sentire comune che è ingiusto pagare le tasse) del gesto di chiedere di detassare i premi delle olimpiadi.
Se è solo una questione di "quantità di denaro" perché non chiedere di
aumentare i premi, invece di detassarli? Il confronto con i calciatori
non sta in piedi: nell’era della produttività, del mercato, chi fa
vendere di più guadagna di più.


A me la richiesta di detassare i premi sembra solo la dimostrazione della mancanza di senso dello Stato in Italia:

- la Pubblica Amministrazione in Italia funziona male, spreca i soldi delle tasse dei cittadini
- allora non paghiamo le tasse
- la Pubblica Amministrazione funzionerà sempre peggio

Perchè
non annulliamo del tutto i servizi pubblici .. nessuno pagherà più
tasse… chi non guadagna abbastanza non potrà avere neanche il pessimo
servizio sanitario nazionale (morirà al telefono con qualche compagnia
assicurativa, elemosinando una qualche copertura).

E’ un’evoluzione della selezione naturale.

Un
altro luogo comune molto diffuso, ma che è meglio tenere nascosto è …
quello che è di tutti non è di nessuno… quindi abbiamo tutto il
diritto di distruggerlo e non curarcene, da questo deriva che:


- i parlamentari possono vivere a spese degli italiani per tutta la vita con tutti i lussi possibili ed immaginabili
-
i bambini a scuola possono distruggere banchi e colorare le mura tanto
si useranno i soldi di tutti (quindi non miei) per rimetterli a posto

- è giusto non pagare il biglietto sull’autobus, tanto il servizio fa schifo e nessuno mi controlla
-
chi controlla può trattare meglio i suoi amici… tanto mica vanno i
tasca a lui i soldi che risparmiano gli amici, anzi da oggi in poi i
suoi amici gli dovranno essergli anche molto riconoscenti

- chi
decide può non preoccuparsi di ricercare la soluzione soddisfacente per
tutti, ma di accontentarsi di quella ottima per sè, incurante delle
conseguenze che questo potrà avere su una quantità indefinita di
persone,

- il lavoratore non dipendente può dichiarare il falso su
sui guadagni, perchè tanto i soldi che risparmia non saranno sottratti
ai servizi a valore aggiunto per i cittadini, ma alle tasche di
qualcuno più potente di lui, che ha la forza di impossessarsene prima
di usarli adeguatamente

….
- io posso permettermi di non
approfondire adeguatamente il discorso perché non arriverò mai ad una
visione sufficientemente completa del complesso quadro in cui siamo
immersi, non sarò mai capace di convincere nessuno a comportarsi
diversamente e non cambierà mai nulla.

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è nata!!!

Dopo un’attesa che sembrava durare un’eternità…
Dopo la luna piena di sabato…
Dopo l’eclissi di luna…
Finalmente…
Alle 15:50 del giorno 18 agosto 2008
La mia nipotina Benedetta
è nata!!!
 
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Di ritorno da un grande concerto

Stasera Jab MC é stato al concerto-evento di Jovanotti, per noi vecchi amici Lorenzo.
Che dire… Lorenzo non é grande, é immenso.
Prometto di descrivere meglio questa bella serata di musica, magari con l’aiuto della mia ormai inseparabile fotocamera ;-)

Ma stasera, ahimé, c’era un ing di troppo…
Ed era proprio Jab, purtroppo!

Non provate a capire cosa vuol dire, non ci riuscirete. Non ci sono doppi sensi, addirittura c’é un TRIPLO senso!!!

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